Oggi al lavoro mi è stato chiesto di svolgere un compito.

Non posso scendere nella perizia chirurgica che svolgo quando scrivo di me e di ciò che mi tamburella dentro giorno dopo giorno, a causa della privacy aziendale, posso comunque dire che cosa mi è accaduto oggi di provare, di fronte ad un lavoro che in effetti ho sempre valutato poco nelle mie analisi (per me era un compito da svolgere al meglio delle mie capacità in cambio di uno stipendio che mi permette di vivere un pochino mentre mi pago le spese per farlo.)
Illusione ottica.
Conoscenza della materia che tratto.
Bonarità nei modi e (lunaticità permettendo) disponibilità con la clientela.
Quieto vivere con gli oltre sessanta colleghi con i quali divido i miei giorni da tre anni (ed è quasi raggiunto il record massimo di permanenza alla quale sono sempre stata abituata... è che qui mi sento più sicura che in altri luoghi professionali, è come dire avere le batterie della ricerca scariche, è come dire arrendersi e non desiderare nulla da un pò di tempo, è come dire avere sempre meno voglia di fuori e più fuori di dentro e caminetto, cullata da film che mi ovattano realtà che non ho voglia di osservare...e invece forse vorrei...).
Screzi logici di menti rinchiuse giorno dopo giorno con altre menti, gente di passaggio ognuno dentro la vita di qualcun altro.Ritirate in isolamento dal gruppo alla ricerca di un angolo neutro, tra libri, film, opere d'arte, ogni cosa che mi distragga se qualcos altro mi piace relativamente.
Allegria portata a spruzzi qua e la, demenziale divertirsi.
Credo che ciò che mi è stato chiesto oggi sia un azione poco pura e purtroppo io al momento non ho bisogno che di purezza.
Non mi piace sentirmi sudicia, non mi piace rendermi conto che ciò che faccio ogni tanto non mi appare etico.
Non mi piace perchè mi dipinge sfumature troppo cupe e grige del genere umano che invece io sogno ora dopo ora di trovare migliorato...è come se tutto fosse utopia, se io fossi una povera pazza, me ne viene in mente una, una a cui Jung spezzò il cuore, dopo averlo riportato alla luce, per poi resuscitare di nuovo come fenice benefattrice di sensibilità e spessore umano.
Un pensiero incupisce la mia mente e mi porta alle mie faccende, mentre guardo scorrere fotogrammi di un film vedo un percorso appena intrapreso. Cerco di allontanarlo, per non tuffarmi nel mio pessimismo congenito.
Le storie in realtà si assomigliano tutte molto, anche se chi le vive prima è lontanissimo dall'essenza di chi le percorre in seguito.Jung, allievo di Freud (di lui non so nulla se non questo... di Freud idem), cura una folle e poi ne diventa l'amante. Poi la lascia. Le spezza il cuore. Lei comincia a studiare medicina e poi psichiatria, sono i primi del novecento ed a me già gira la testa... Lei è una donna come io non sarò mai, non mi impegnerò mai in qualcosa se prima non mi sentirò completa come donna, come anima, come animale...e forse non lo farò nemmeno in caso di tale altissima conquista, perchè sono pigra, fatalista, rassegnata, senza verve...

Poi ascolto Moore che dice che è inutile ci siano umani come lui che ci mostrano la verità, se poi il resto degli esseri viventi applaude ma non comnbatte per la giustizia, per la pace, per il punto di vista principale secondo cui si vive una volta sola allora perchè non la si può condurre da brava gente? Puliti? in cui non ci si piglia più di ciò di cui si ha bisogno, in cui non ci s'ammazza per un parcheggio, o perchè amiamo qualcuno che ha un estetica sbagliata di fronte all'altare della religione, ognuno con la sua individualità, senza per forza incatenarci al cinico individualismo.
Perchè bisogna sporcarsi mani ed anima per questo sputo di tempo che ci è concesso vivere?
Voglio trasparenza.
Voglio coraggio di manifestare ciò che si prova senza calpestare ciò che provano gli altri.Voglio svegliarmi da questo torpore.
Voglio nuotare di più perchè quanto sto bene quando esco dalla piscina, di rado riesco a stare in altri momenti delle mie giornate così immobili eppure turbolente mentalmente.
Voglio non litigare ne fare gaffe per motivi sciocchi, futili, inutili AL DIVENIRE MIO ED ALTRUI.
vOGLIO FARE UN PICCOLO MINUSCOLO GESTO DI DISSENSO, compiendo un azione degna, nobile, senza l'incubo dell'aspettativa.
Stasera ricade il muro dopo 20 anni e Paolini dice alla tv : " sembra che guardando questo muro cadere, si guardi qualcosa che appartiene a qualcun altro, come guardare qualcosa di distante dalla finestra. Ed invece dovremmo guardarlo come una parte della nostra storia e guardare quello che è successo a noi negli ultimi 20 anni, a come siamo cambiati..."
e c'ha ragione, come spesso accade, lui ha perfettamente ragione.
(e Jung non era uno stronzo, anche se all'inizio giuro che l'ho pensato intensamente in quel film .... era solo un uomo, come la maggior parte degli uomini vile, spregevole, eppure solo un uomo, con le sue debolezze...e Sabina era una donne come ce ne sono milioni, coraggiose e oltre lo spesso muro dei limiti e delle proprie personali paure, un eroina che difficilmente crolla di fronte alle difficoltà degli eventi... a meno che gli eventi non la travolgano s'intende!
uomo e donna? un universo difficilissimo da conciliare armoniosamente, non ci possiamo fare nulla, è nella nostra natura essere complementari ed allo stesso tempo non riuscire a fare a meno gli uni dagli altri.).

Fine del lungo lunghissimo post di un allegra inconcludente malinconico-romantica.
Lilly Gruber comincia con le immagini di lei che annuncia la caduta del muro vent'anni prima, quasi quasi la guardo...massì! la guardo.
Fotografie di repertorio di quando vivevo in via del Barbaro